La Linea d'Acqua di Sara Palmieri - PhMuseum Days

La Linea D'Acqua

Sara Palmieri

La Linea D'Acqua - Sara Palmieri
La Linea D'Acqua - Sara Palmieri
La Linea D'Acqua - Sara Palmieri
La Linea D'Acqua - Sara Palmieri
La Linea D'Acqua - Sara Palmieri

Dettagli Sulla Mostra:

La Linea d'Acqua affronta il tema della memoria attraverso una ricerca intima e metafisica sulla caducità delle cose, sull'elaborazione della perdita; è una riflessione sulla rappresentazione e sull'estetica del trauma, un tentativo di risolvere la frattura tra l'individuo e il mondo esterno, tra la memoria individuale e quella collettiva.

Il lavoro trova origine nella memoria dell'alluvione del Polesine del 14 novembre 1951, la più grande mai avvenuta in Italia, che ha segnato una linea di separazione tra un prima e un dopo di una cultura contadina con le sue tradizioni, e ha lasciato una frattura indelebile nelle persone e nei luoghi. L'artista porta avanti una riflessione sul territorio, sulla sua capacità di contenere segni e di tramandare tracce. Il processo di ricerca si svolge attraverso vari dispositivi e su diversi livelli di lettura. L'acqua del fiume, il paesaggio, i racconti di chi c'era o sono stati tramandati sono dispositivi, e lo spazio dell'immagine è un dispositivo, una superficie percettiva dove avviene l'incontro tra dimensioni opposte: visibile e invisibile, passato e presente, sommerso ed emerso, astratto e concreto, fluido e solido.

L'impossibilità della memoria di tramandare fedelmente la storia, frammentata nel racconto di chi resta, e del paesaggio di conservare segni visibili, genera matrici, portali, immagini il cui l'orizzonte vibra, archetipi spaziali che si dispiegano e mutano come echi di un immaginario codice Morse, un sistema di segni che rimanda a linguaggi usati per comunicare e chiedere aiuto: gesti minimi, per tradurre ed estrarre dall'oblio le tracce in dissoluzione.

Su una metaforica linea di confine, Sara Palmieri genera un luogo dove può avvenire un cortocircuito, da dove simbolicamente si dispiega un'onda sonora, una comunicazione tra due parti, attraverso un processo a cui partecipa anche fisicamente l'acqua del fiume Po. Lo spazio dell'immagine viene così investito di più relazioni e riproduce le vicende dei luoghi, lasciando emergere verità sommerse.

Sull'autore:

(Italia) Palmieri è un'artista italiana che vive e lavora tra Roma e la campagna veneta. Si è laureata in Architettura nel 2005 e per anni ha lavorato come scenografa e interior designer. Utilizza la fotografia come strumento principale per indagare la percezione del tempo e della memoria attraverso la loro risonanza nello spazio che abitiamo, e come punto di partenza per mettere in discussione le forme della realtà, per mostrare la fragilità delle sue certezze: attraverso l'introduzione della scultura, della performance e dell'installazione sia nel processo creativo che nell'esposizione dell'opera finale, invita lo spettatore a entrare in un nuovo scenario possibile, a ribaltare la prospettiva da cui osserviamo le cose e ad abbandonare i consueti codici di riferimento. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale in festival e gallerie, tra cui Matèria Gallery, Fotohaus ParisBerlin Gallery Arles, Fotografia Festival Internazionale di Roma, Istanbul Biennal, Athens Photo Festival, Focus Photography Festival Mumbai. Ha pubblicato due libri d'artista, M. e La plume plonge a la tête per i quali, tra gli altri riconoscimenti, ha vinto il Premio Marco Bastianelli 2016 come miglior libro fotografico italiano autoprodotto. Nel 2018 è stata finalista del Full Contact Award SCAN Tarragona, e con il lavoro La linea d'acqua nel 2020 è finalista del Prix Mentor e tra i vincitori degli Urbanautica Insitute Awards, nel 2021 finalista del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. Il suo lavoro è presente in diverse riviste cartacee e online, tra cui The British Journal of Photography, Photoworks Annual e fa parte di antologie collettive come A Place Both Wonderful and Strange (Fuego Books), Il sangue delle donne|The blood of women (Postmedia books). Dal 2013 lavora allo sviluppo del potenziale attraverso la fotografia e tiene corsi e workshop.

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